|

Scrivo.
Rifletto sul mio essere. Sola nella mia stanza buia mi ritrovo a pensare cosa abbia di così diverso dagli
altri…chi sono io?? Difficile e complesso da dire. Mi sento diversa. Né
migliore, né superiore, semplicemente diversa. Mi
fa male sentirmi diversa. Non riesco ad accettarmi. Penso che gli altri non mi
accettino. Mi autogiudico. Mi autocondanno. Mi viene spontaneo. È facile
svalutarsi, reprimere sé stessi. Io mi deprimo facilmente. Io non vivo bene. Ci
sono troppe cose in questo mondo che non mi piacciono me compresa. Ho
voglia di scappare, di trovare un posto dove tutti possano capirmi e niente
possa più ferirmi. Ma non ho più forza per pensare: sono stanca di cercare un
posto che mi manca, il posto che ho sempre sognato. Mi
tormento chiedendomi quale sia la mia vera identità: guardo in faccia la realtà
e fingo di essere cieca perché i pregiudizi mi fanno male. Nessuno
mi sente, nessuno mi capisce, nessuno spende una buona parola per me, nessuno
sa capirmi…sa ascoltarmi…quante volte avrei voluto un abbraccio da una persona
che mi volesse bene davvero. Come
mi definisco io?? Bé…sicuramente fuori un leone ma dentro un coniglio, nel
senso che sono molto sensibile ma voglio sembrare forte e determinata. Preferisco
apparire ciò che non sono, che mostrare ciò che sono. Non voglio mostrarmi
fragile. Sono acida perché voglio sembrare forte. Non ho autostima, non sono
sicura di ciò che faccio, che dico, che sento. Non riesco a rapportarmi con
persone di cui non mi fido e per questo risulto totalmente diversa da come sono
realmente. Tutte le persone che conosco a primo impatto mi giudicano male. Mi
rendo conto che appaio antipatica, sempre imbronciata ma non riesco ad aprirmi. Ho
dato troppo a persone che non se lo meritavano, fatti amari che mi hanno fatto
crescere ma che purtroppo mi hanno reso più rigida e prevenuta nei confronti
delle persone. Non
è facile consolare un cuore tormentato dal giudizio di voci passate, certe
ferite non vanno via mai. Diciannove
anni, una vita troppo vissuta, dove ultimamente ho tanto amato e sono stata
poco amata, tanto stimato e ricevuto poca riconoscenza. A
volte riesco persino ad odiarmi, a odiare questa mia vita, i pesanti ricordi,
che mi appesantiscono come una roccia. Se
ci fosse una minima possibilità di cambiare le carte in gioco sarei disposta a
beffare per far andare le cose come vorrei, per poi vincere il gioco e sentirmi
a fine partita una vincente. Ma
la scommessa fino ad oggi è andare avanti senza rimpianti e perché dagli sbagli
si impara, questo è il mio motto. Ora mi tocca rimediare quella che sono stata,
dimenticare le persone che oggi non sono più con me e cercare di stare bene con
me stessa.
|