Odio gli uomini, quelli che conosco per lo meno, li odio perché esistono, e mi circondano, e mi cercano, e mi usano per leccare le loro ferite e riparare alle loro debolezze. Li odio perché quando sono in gruppo, anche passati i trenta, si sentono forti, ed invincibili e si nascondono a vicenda, e si bastano, e non hanno bisogno di noi. Li odio anche per la loro capacità di fare gruppo, di darsi pacche sulle spalle, di dirsi amico, e quando li vedo così, uguali, a dieci anni come a trentacinque, mi viene da vomitare e vorrei urlargli in faccia quanto profondamente mi stanno sul cazzo.
Odio gli uomini quando ti chiedono quanti amanti hai avuto, come se il numero di letti in cui ha dormito una donna fosse un metro buono per giudicarla. Li odio quando sono galanti la prima sera, e ti riempiono di complimenti, e ti promettono che sono diversi, e ti danno sempre ragione, ma in realtà non ti ascoltano, perché ti hanno già immaginata in orizzontale. Li odio perché esigono che tu debba alzarti la mattina con lo stesso trucco perfetto con cui sei andata a letto. Li odio quando ci vai a letto subito, e prima di quell’infimo attimo che li sconvolge tanto tu sei la cosa più importante del mondo, e subito dopo non sei più niente. E non parlo di abbracci e baci post eiaculatio. Parlo di persona: proprio tu donna non esisti più.
Odio gli uomini che ti vogliono salvare, che non rispettano il modo in cui tu hai deciso di vivere la tua vita, che hanno sempre da proporti un metodo alternativo, che quasi sempre corrisponde al ruolo di badante. Li odio quando ti giudicano e non sta bene fare questo e non sta bene fare quello. E ci sono degli uomini che sono così lagnosi e pedanti da renderti isterica.
Li odio perché non ci riconoscono la possibilità di un orgasmo. Credono che il loro arnesino di cui vanno tanto fieri ed un semplice sfregare di mucose siano sufficienti per fare del buon sesso. Si vantano pomposi della loro prestazione, e tu hai pietà di loro e mantieni un decoroso silenzio per non offenderli. E quando qualcosa va storto, li odio perchè ti dicono che non gli era mai successo prima, e che è la prima volta e che non sa perché, facendo ricadere tutta la responsabilità su di te. E li odio perché sono ossessionati dal loro coso, intorno al quale ruota tutto il loro mondo.
Odio la loro misoginia, che nonostante, in rari casi sia adorabile, non fa che dare ragione a quelle stupide delle femministe, che sostengono che il maschilismo non è che una forma di reazione alla paura secolare dell’uomo nei confronti della vita. Cazzate, tutte cazzate.
Li odio perché sono stati capaci di inventarsi la ninfomania, piuttosto che accettare una donna a cui piace scopare.
Li odio perché sono maledettamente costanti, e perfetti, e ben sistemati nelle loro cattedre piene di superbia e saccenza. Li odio perché non si mettono mai in discussione. Li odio perché con loro non si può discutere: ti tacciano di isterismo e finisce li. Li odio perché prendono tutto troppo sul serio invece la vita non è abbastanza seria da essere presa seriamente.
Li odio quando ti guardano con occhio critico e ti dicono: le tue sono solo stronzate da femmina, mentre i loro hobby sono la prova che l’evoluzione da Erectus in Sapiens nel caso specifico non è avvenuta. Odio la malafede con cui mentono. Odio la malafede con cui organizzano cose che secondo loro dovrebbero farti incazzare, ma di cui a te non importa assolutamente un fico secco. E odio l’ingenuità con cui ti tradiscono. Vorrei fossero più furbi.
Odio la loro vigliaccheria e la loro debolezza. Il loro perenne nascondersi senza mai guardare in faccia la realtà. Il loro non rendersi conto che la relazione sta andando a pezzi. Il loro non essere capaci di non commuoversi di fronte al nostro vittimismo. Odio il loro bersi tutte le nostre fandonie, il modo che hanno di crederci quando stiamo indorando la pillola. Come sarebbe bello se recepissero il messaggio e basta: è finita cazzo, non ti amo più. Li odio perché riescono a fare cose che non hanno voglia di fare.
Li odio perché amano solo quelle belle e giovani, splendide e si sentono troppo superiori per le donne comuni. Ed è inutile argomentare quanto sia importante l’eleganza o il fascino, tanto si innamorano sempre e solo delle tue tette. E li odio per la loro capacità di innamorarsi di un paio di tette. Vorrei potermi innamorare del loro cazzo. Li odio perché amano le ragazze dolci e docili, che hanno bisogno di essere protette, e davanti ad una donna forte si spaventano e scappano a gambe levate, privati della loro preziosissima virilità. Li odio perché non vogliono il confronto con una donna, ma vogliono una serva ed un buco. Odio dovermi sentire inferiore solo perché mi manca un dannatissimo pezzo di carne, e non capiscono che non mi interessa neanche sentirmi superiore. Vorrei solo sentirmi diversa. Li odio perché con loro non puoi mai cambiare idea, ogni minimo cambiamento urta la loro insopportabile, insopprimibile odiosa coerenza.
Li odio, perché non riesco dir loro di no, che sia amico o fidanzato, o conoscente. Li odio perchè a volte riescono a essere migliori di noi donne. Li odio perché sono esseri di guerra, e quindi dotati di quei sentimenti nobili che a noi mancano: coraggio, lealtà, valori. Li odio perché nonostante geneticamente siano nati per fare gli eroi, non fanno che deludermi, ma alla fine non riesco a far meno di loro.